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Il Fregio delle Arti liberali e meccaniche

Il primo studio approfondito sul "Fregio delle Arti liberali e meccaniche" è quello di Adriano Mariuz (1966), secondo il quale il Fregio risulta essere l'emblema di una certa cultura umanistica dominata dall'esaltazione della "ratio" e della "virtus" di fronte al potere sovvertitore del tempo.  E' merito invece di Manlio Pastore Stocchi (1978) la lettura del Fregio in chiave astrologica, collegata alla presenza a Treviso di Giovan Battista Abioso, lettura poi ampliata da uno studio monografico di Augusto Gentili (1999).  Il primo storico ad attribuire il Fregio delle Arti liberali e meccaniche a Giorgione, è stato il castellano Nadal Melchiori (sec. XVIII), attribuzione ora condivisa, per il solo Fregio orientale, dalla maggior parte degli studiosi.  Dell'affresco monocromo, che si sviluppa lungo le due pareti principali della sala, risulta attribuibile a Giorgione solo il Fregio della parete orientale, mentre la parete occidentale - come indica la diversità dell'intonaco - sembra sia stata eseguita in un secondo momento, per completare, con uno stile analogo, la decorazione della sala.
L'affresco del pittore castellano è la rappresentazione di un pronostico: raffigura la congiunzione di Saturno, Giove e Marte del 1503 - 1504, e la perturbazione dell'ordine cosmico che ne sarebbe derivata.  Rappresenta insomma un'epoca, con le sue certezze e le sue paure. I primi due terzi del Fregio trattano di astrologia.  I vari libri che affollano la prima parte, stanno ad indicare che l'astrologia qui praticata non è quella degli indovini senza sapere scientifico, ma quella che si basa sullo studio approfondito dei suoi fondamenti teorici.  La seconda parte è dominata dalla rappresentazione di una cospicua serie di strumenti di misurazione, con lo scopo di suggerire che il vero astrologo deve unire allo studio della teoria, la sperimentazione eseguita con strumenti adeguati.  E dopo aver mostrato, attraverso libri e strumenti, la scientificità dell'astrologia praticata, una sfera celeste riporta la grande congiunzione di Saturno, Giove e Marte annunciata per il 1503 -1504, aggravata da un'eclisse totale di Luna e dalla mancata corrispondenza tra segni e costellazioni.  La terza parte è dominata da schemi geometrici: rappresentano la formulazione dei principi derivati dalla teoria e dalla sperimentazione proclamate nei settori precedenti del Fregio.
La parte centrale del Fregio affronta il tema della guerra, la guerra vista come manifestazione immediata dell'ira del cielo annunciata dalla previsione astrologica. I due trofei d'armi raffigurati nella sezione, esibiscono però armi e armature smesse che, insieme con i motti delle due tabelle, mostrano un'ottica antieroica e un distacco ideologico e morale nei confronti della guerra, tanto da ritenere più importante la battaglia che ognuno ingaggia contro le sue debolezze, anziché quella contro un ipotetico nemico.
La terza sezione del Fregio tratta di musica, di pittura e di medicina, arti che riflettono l'armonia del cosmo. La prima parte della sezione tratta di musica, ma in un universo, come quello descritto nel Fregio, che ha ormai perduto l'armonia, un'arte come la musica che ad esso si ispira, non può che tradursi in frastuono o in silenzio, così come suggeriscono i vari strumenti raffigurati senza corde. Pittura e medicina solitamente considerate arti meccaniche, nel Fregio assurgono al rango di arti liberali accanto alla musica.  Quadri, cavalletti e pennelli introducono la pittura, che tramite l'esercizio della prospettiva alla quale fa riferimento il testo raffigurato, riproduce l'armonia del cosmo.  Calchi, bulini e ciotole annunciano invece la medicina che si rapporta con lo spazio celeste attraverso le pratiche terapeutiche del tempo, dai “sigilli” astrologici ai quali alludono bulini e calchi raffigurati, fino ai farmaci a base di erbe dai poteri magici, ai quali rimandano le numerose ciotole.

Il Fregio

Il fregio 2